“Gli adolescenti si credono degli adulti ma in realtà sono solo dei bambini!”

“È davvero impossibile ragionare con un adolescente!”

Queste sono solo due delle frasi che mi sento ripetere da quando sono entrato nel mondo degli adolescenti,come se l’adolescenza fosse  quasi una malattia da curare. Mi sono reso conto che a fare questi discorsi sono sempre adulti che fanno dei sondaggi o hanno la pretesa di sapere cosa frulli nella testa degli adolescenti. Quindi mi sembra giusto che sia io – un adolescente – a cercare di raccontare, nei limiti della mia scarsa abilità letteraria, chi sono gli adolescenti.

Non mi metterò a fare discorsi su come ci vestiamo o su cosa ci piaccia, perché,  nonostante io sia un adolescente, non ho la capacità di essere nella mente di tutti i miei colleghi e quindi mi limiterò a scrivere ciò che sento e che interpreto come condivisibile dal resto dei miei coetanei.

Ho cercato di concentrare questo discorso in pochi semplici concetti.

 Noi adolescenti amiamo.
Molti negano questo fatto, si dichiarano intolleranti all’amore, ma non è vero: ognuno di noi ha bisogno di amare e di ricevere amore. Naturalmente non intendo per forza un amore che c’è in una relazione: sì questo ne è una parte integrante, ma ci sono diversi tipi di amore. Amore per una ragazza, un ragazzo, uno sport. In ogni ambito siamo capaci di seguire il nostro cuore e abbiamo la volontà, dichiarata o meno, di trovare una corrispondenza al nostro amore.

Noi adolescenti abbiamo paura.
Questo è un punto fondamentale perché ci troviamo in quella sottile, ma infinita linea di confine che si trova tra l’essere un bambino e l’essere un adulto; dobbiamo diventare l’uomo o la donna che saremo per il resto della nostra vita e abbiamo una grande paura di sbagliare e di commettere errori irreparabili. Abbiamo il nostro progetto, dei sogni, degli obiettivi, delle passioni e temiamo di non essere capace di raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti e questo ci porta a cambiare, a diventare più impertinenti, ad avere meno voglia di fare a voler evadere,tutto ciò non è un male, ma solo se non ci  preclude il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Noi adolescenti siamo contraddittori.
Spesso ripetiamo la frase:” Mi voglio distinguere dalla massa”. È un principio molto corretto da seguire, in fondo il mondo è come è ora grazie a persone che si sono distinte, ma noi non siamo ancora noi stessi,  siamo ancora un qualcosa di indefinito che si delineerà  nel corso della nostra  vita, capita spesso che  seguiamo eccome la massa, ci sono tante cose,come il fumare, il bere, il modo di vestire o  di parlare, che sottintendono che il processo di omologazione sia in corso. D’altro canto moltissimi, la maggior parte, di noi è capace realmente di distinguersi, nel modo di pensare per esempio, nel cambiare il proprio stile; quindi è sempre in corso questa lotta interiore tra l’omologazione e la volontà di avere una personalità ben distinta, ma in fondo questo succede anche nel mondo degli adulti. Si cade molto spesso in questa trappola, ma l’importante è avere la capacità di uscirne  per tornare ad essere delle persone uniche.

Noi adolescenti siamo difficili da capire,ma voglio ricordare che siamo il futuro di questo mondo,e quindi sarebbe bene che gli adulti ci considerassero maggiormente, invece di criticare e che cercassero di farci capire cosa sia davvero l’amore,indicarci come vincere la paura e soprattutto che ci aiutino a trovare la nostra strada,senza cercare di capirci a modo loro ma di capire che periodo difficile stiamo vivendo.

Federico Iacopini

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